giovedì, 24 giugno 2010

Tutela del diritto d’autore delle illustrazioni: come comportarsi

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IN BREVE – Quando non siamo tutelati da regolare contratto, esistono comunque alcune semplici soluzioni da adottare per proteggere la paternità delle nostre creazioni.

Tempo fa su un forum di illustratori (Illustrarte, un sito consigliatissimo, ricco di spunti e di professionisti interessanti) è stata sollevata la questione della tutela della paternità dell’opera. Lavorando come illustratori può capitare di volere tutelare le proprie opere dal possibile “furto”. Ci sono situazioni in cui dobbiamo consegnare i nostri lavori ad un cliente e magari non abbiamo un preciso accordo o non siamo sicuri di come il rapporto lavorativo verrà gestito.

L’ideale, certo, è sempre avere un bel contratto scritto firmato e controfirmato, ma la verità è che raramente i rapporti di lavoro in questo campo vengono stretti a regola d’arte. Anzi, spesso vige la regola del “d’accordo così”, si finisce in situazioni in cui a pretendere di mettere nero su bianco si rischia anche di passare per esageratamente pignoli e malfidenti.

Se per queste ragioni o per un qualunque altro motivo abbiamo bisogno di stabilire con certezza la paternità dell’opera che abbiamo creato, possiamo ricorrere ad alcuni sistemi, che seppure magari non inconfutabili, sicuramente aiutano a coprirci le spalle.
Questo genere di tutele è molto usato dagli scrittori, ma può tornare utile anche agli illustratori. Esistono diverse alternative possibili per l’attribuzione dell’opera; alcuni sistemi sono garantiti mentre altri sono più rudimentali; la scelta del metodo da usare dipende certamente dall’importanza dell’opera, dal tipo di tutela che necessitiamo e da quanto valutiamo probabile il rischio di furto.
E’ possibile:

  • usare una firma digitale. Per esempio CostoZero è un sito di un’associazione che sostiene il libero utilizzo di ogni forma di comunicazione; tra le altre cose mette a disposizione COPYZERO, un mezzo per la certificazione di un’opera digitale; utilizza la firma elettronica qualificata e la marca temporale: l’opera viene “marchiata” in modo che sia legata ad una precisa data di creazione e ad un preciso autore. L’operazione ha un costo davvero minimo (si parte da 36 centesimi e il prezzo sale in base alle dimensioni del file).
  • depositare l’opera presso un notaio; questa è un’operazione sicura e legale, ma ha un costo non sempre sostenibile (circa 800 euro).
  • registrare il manoscritto alla SIAE – anche questo sistema è sicuro per la tutela della paternità, ma anche qui c’è un costo da sostenere (la spesa è superiore ai 100 euro).
  • Inviare a sé stessi l’opera tramite raccomandata – la soluzione più pratica e utilizzata; è importante fare apporre dall’impiegato delle poste il timbro con la data sulla chiusura della busta. Sarà poi necessario conservare la busta sigillata (non è considerata una prova “schiacciante”, ma comunque è una procedura tutt’altro che inutile.)
  • fare applicare un francobollo con timbro su ognuna delle pagine che compongono l’opera, si tratti di un manoscritto o di una serie di tavole disegnate.
  • da un punto di vista legale poi è bene ricordare che in casi estremi la prova della paternità di un’opera può essere offerta in ogni modo, testimonianza compresa (quindi teniamo sottomano amici e parenti!).

Detto questo, è necessario ribadire che la cosa migliore è fare un regolare contratto: è giusto pretenderlo e non si deve cadere vittima della trappola mentale che ci fa temere di apparire cavillosi. L’uso invalso (e tutto italiano) di mantenere anche i rapporti lavorativi su un piano informale non è corretto ed è rischioso per entrambe le parti in gioco.

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