Lavoro sottopagato
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Più o meno a tutti sarà capitato di incappare in una offerta di lavoro per una cifra assolutamente indadatta.
Nel mondo della grafica e dell’illustrazione la cosa è all’ordine del giorno.
Insomma, si tratta solo di disegni o ghirigori… è anche divertente farli… non vorrai mica farti pagare!
Effetti del lavoro sottopagato
Ammettiamolo, a tutti è capitato di accettarli, questi lavori sottopagati. Ci sono sempre situazioni in cui ci viene da pensare che “un brutto lavoro è meglio che nessun lavoro”.
Ogni tanto la cosa può funzionare; ma dobbiamo essere certi di non superare il limite.
Accettare un lavoro sottopagato significa molte cose:
- svalutare il proprio lavoro; se accettiamo un pagamento irrisorio implicitamente ammettiamo che in fondo non valiamo molto di più
- abituare il committente a sfruttare i collaboratori; se lo accettiamo una volta, sarà difficile spiegare il perchè di un rifiuto la volta successiva
- aumentare il livello di stress; il nostro morale e la nostra autostima, anche se non ce ne rendiamo conto, reagiranno negativamente all’idea di stare infondendo fatica in qualcosa per cui non siamo adeguatamente ricompensati.
Un lavoro sottopagato può essere accettato soltanto se rappresenta una nota positiva per qualche altra ragione che non sia il denaro. Per esempio potremmo valutarlo conveniente perchè ci permette di lavorare su un progetto che assolutamente ci piace e ci interessa, oppure perchè ci darà modo di apprendere qualcosa o di usare strumenti a cui altrimenti non avremmo avuto accesso.
Insomma, la “giusta ricompensa” deve comunque esserci, anche se non in termini di moneta sonante.
E allora, cosa facciamo?
Se ci troviamo in un brutto momento e il lavoro scarseggia, il lavoro sottopagato non è la soluzione.
Dobbiamo vedere la situazione in maniera più ampia: lo scarso lavoro implica una maggiore quantità di tempo libero. Il tempo libero ci permette di dedicarci ad una serie di attività che normalmente trascuriamo e che possono avere un’influenza positiva sulla nostra attività di freelance.
Ecco qualche suggerimento per impiegare il tempo libero “forzato”:
- mettiamo a posto il nostro sito web; è da tanto che non lo aggiorniamo, perchè non abbiamo tempo. Il nostro sito web è una vetrina importante, soprattutto per clienti che non incontriamo di persona.
- aggiorniamo il nostro portfolio; sicuramente ci sono ancora dei vecchi lavori di cui non siamo più molto convinti (siamo così migliorati ultimamente!) e nuovi lavori che meritano più visibilità; e anche una nuova impostazione grafica non guasterebbe.
- approfittiamone per provare a vendere qualche nostro lavoro come “stock”; molti siti ci permettono di inserire elementi grafici, template per siti web, brevi video, fotografie, ecc per poterli vendere tramite la loro banca dati; i guadagni sul singolo pezzo sono molto bassi, ma se inseriamo parecchi elementi e poi li lasciamo lì, rappresentaranno comunque un modo per avere un piccolo reddito passivo senza troppo sforzo.
- informiamoci, nutriamo la mente; andiamo a vedere qualche mostra, sfogliamo libri e studiamo tutorial… insomma approfittiamone per acquisire maggiore ispirazione per il futuro.
- sfruttiamo l’occasione per contattare nuovi clienti; possiamo telefonare nelle redazioni delle riviste, inserirci in siti di promozione dei creativi, leggere annunci su forum o riviste di settore.
Esistono una serie di attività che generalmente tendiamo a trascurare, ma che possono essere d’aiuto per tenerci attivi nei momenti di calma piatta e per crearci nuove prospettive e slancio per i momenti in cui il lavoro tornerà. Queste attività possono anche favorire la possibilità di trovare nuovi sbocchi per la nostra professione.
E, cosa fondamentale, ci tengono occupati e attivi, ci aiutano a nutrire la creatività perché rappresentano uno stacco dalla normale routine, ci permettono di non lasciarci scoraggiare e di non finire con il morale sotto i piedi.
A volte, nessun lavoro è meglio che un brutto lavoro.
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