lunedì, 23 marzo 2009

Aumentiamo le nostre entrate: vendere stock

Articoli, Link e Segnalazioni

Ultimamente ho avuto modo di interessarmi all’argomento della “vendita di stock”.
Se siamo freelancer la vendita di lavori in stock ci può essere d’aiuto, perché rappresenta la possibilità di avere un piccolo reddito passivo, cioè una entrata economica per cui non lavoriamo in maniera diretta. Inoltre ci potrebbe permettere di utilizzare lavori che abbiamo sviluppato ma che sono stati rifiutati dal cliente o comunque accantonati.

Per provare a vendere i nostri lavori in questo modo possiamo rivolgerci a diversi siti web, che ci offrono la possibilità di vendere grafica, template per siti web, video, fotografie, animazioni.
Dobbiamo tenere presente che il guadagno che possiamo ottenere dai singoli pezzi è molto basso, ma con una buona base di prodotti in vetrina e con il passare del tempo si può arrivare ad avere un piccolo reddito più o meno fisso.
Di seguito un elenco di alcuni tra i siti più conosciuti:

  • VectorStock – illustrazione e grafica vettoriale
  • IStockphoto – foto e illustrazioni (ma anche video e audio)
  • Fotolia – foto e illustrazioni (anche vettoriali)
  • Crestock – foto e immagini
  • GraphicRiver – icone, textures, penneli, file photshop, grafica vettoriale
  • ThemeForest – template vari per siti web (compresi template per CMS o piattaforme di blogging)
  • AudioJungle – loop musicali ed effetti audio
  • FlashDen – file das usare in progetti flash (preloader, template di siti, players…)
  • VideoHive – cortometraggi, grafica animata, menù animati…

Come e che cosa vendere

Una volta stabilito che genere di prodotto vogliamo vendere, in base alla nostra area di competenza (grafica, fotografie, template…), dobbiamo anche capire quali elementi hanno delle possibilità di farci guadagnare e quali no:

  • molti siti presentano delle linee guida in cui suggeriscono quali file siano i più ricercati e come debbano essere fatti per essere considerati lavori qualitativamente validi;
  • un buon modo per capire cosa vogliono i clienti è navigare nel sito su cui vogliamo vendere e vedere quali sono gli elementi più acquistati e i meno acquistati;
  • il confronto con la nostra esperienza personale poi ci fornisce ulteriori indicazioni: quali icone ci troviamo a creare più spesso per i siti che produciamo? Quali concetti ricorrono maggiormente nelle illustrazioni che ci vengono commissionate? Un’analisi di questo tipo ci permette sicuramente di individuare alcuni lavori che hanno le maggiori probabilità di essere venduti.

Dopo questa analisi possiamo guardare il nostro portfolio e cercare:

  • tutti quei lavori scartati dal cliente
  • elementi che usiamo in maniera ricorrente
  • creazioni semplicemente un po’ datatate

Cerchiamo di capire se tra questi elementi c’è qualcosa di adatto per la vendita, e se non troviamo nulla possiamo sempre produrre materiale semplice e veloce ma con un minimo di efficacia.
A questo punto ci iscriveremo al sito che abbiamo scelto e cominceremo a inserire il nostro materiale.
QUANTITA’ – Come già accennato, è consigliabile creare una buona scorta di prodotti da mettere in vendita, per aumentare le possibilità di guadagno.
IDENTITA’ – Ricordiamo che creare magari un loghetto da associare ai nostri prodotti può aiutare a renderci riconoscibili e favorire la vendita di più elementi (insomma, possiamo crearci un brand e tentare di “fidelizzare” un po’ il cliente anche qui!).

Note tecniche

In Italia è però necessario qualche accorgimento se vogliamo vendere materiale in stock.
Se siamo illustratori o grafici, normalmente il nostro lavoro viene considerato una sorta di produzione artistica o artigianale; insomma creiamo una illustrazione apposta per quel singolo cliente e la cosa finisce lì.
Se invece l’illustrazione viene messa online e venduta non una sola volta, ma molte volte, allora rientriamo nella categoria dei commercianti (una sorta di produzione di massa, contrapposta alla creazione di una opera unica).
Dunque dovremmo iscriverci alla Camera di Commercio; questo significa pagare una quota annua (che al momento parte da 88 euro) e tenere conto di un differente pagamento delle quote inps (che saranno versate alla CCIAA invece che alla gestione separata), quindi dovremo valutare se il gioco vale la candela.
Queste informazioni sono molto sommarie, sono istruzioni che ho reperito su internet e parlando con un consulente fiscale; hanno lo scopo di darvi un’idea delle implicazioni, ma ovviamente dovrete parlarne con il vostro commercialista per avere informazioni certe ed attendibili.

(Se qualcuno ha altre informazioni circa l’iter burocratico della vendita online e in stock, me lo comunichi e provvederò a correggere o integrare l’articolo.)

Riferimenti

Un’ottima guida (in inglese) al “reddito passivo”, con note, idee e suggerimenti, si trova sul sito http://notbythehour.com/ che fa parte del network di freelanceswicth (altra risorsa indispensabile per freelancers).

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